San Domenico

Decumani

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La storia

La piazza dove batte il cuore di Spaccanapoli, con la guglia barocca al centro e l'abside della basilica angioina che custodì le stanze di San Tommaso.

Accesso

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La storia

San Domenico Maggiore è una delle grandi basiliche del centro antico di Napoli, casa madre dei domenicani nel Regno. La prima pietra fu posata il 6 gennaio 1283 e i lavori proseguirono sotto Carlo II d'Angiò fino al 1324: nasce gotica, poi arricchita nei secoli. Qui insegnò san Tommaso d'Aquino, e tra le mura del convento studiarono Giovanni Pontano, Giordano Bruno e Tommaso Campanella.

Cosa vedere

L'interno a tre navate con l'ampio transetto, le cappelle nobiliari e la sacrestia, dove si conservano le arche sepolcrali della casa aragonese. La piazza antistante, con la guglia di San Domenico, è uno dei salotti del centro antico. Si può visitare anche la cella di san Tommaso.

Consigli

È una chiesa e insieme un museo: verifica orari e modalità di visita delle parti monumentali (sacrestia, cella di san Tommaso) sui canali ufficiali, ricordando che è un luogo di culto attivo. Sei in piazza San Domenico Maggiore, tra Spaccanapoli e i Tribunali.

Domande frequenti

Cosa vedere a San Domenico Maggiore?

L'interno gotico a tre navate, le cappelle e la sacrestia con le arche aragonesi, la cella di san Tommaso d'Aquino e, fuori, la piazza con la guglia.

Perché San Domenico Maggiore è importante?

Fu la casa madre dei domenicani nel Regno di Napoli; vi insegnò san Tommaso d'Aquino e vi studiarono Giordano Bruno e Tommaso Campanella.

Quando fu costruita?

La prima pietra fu posata nel 1283, sotto gli Angioini, e i lavori proseguirono fino al 1324.

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