Basilica dell'Annunziata e Ruota degli Esposti

zona Forcella

Gemma nascostaSacro & arte sacra

La storia

Il tamburo di legno girevole dove per secoli i neonati venivano deposti in segreto, e da cui tanti napoletani ereditarono il cognome Esposito.

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LIBERO/orari

La storia

Nel cuore di Forcella, la Real Casa Santa dell'Annunziata fu per secoli la principale istituzione napoletana di accoglienza per i bambini abbandonati. Fondata nel 1304 e sostenuta dai sovrani angioini, comprendeva chiesa, ospedale, brefotrofio e un conservatorio per fanciulle. Qui, dal Seicento e fino al 1875, funzionò la «ruota degli esposti»: un cilindro di legno girevole incassato nel muro, che permetteva di affidare un neonato in modo anonimo, senza incrociare lo sguardo di nessuno.

Cosa vedere

La ruota lignea, oggi restaurata, e gli ambienti del complesso dell'Annunziata, con la basilica rimaneggiata nel Settecento da Luigi Vanvitelli. È un luogo della memoria che racconta un capitolo doloroso e umanissimo della storia della città: i bambini accolti ricevevano un nome e spesso il cognome «Esposito», da «esposto», diventato uno dei più diffusi di Napoli.

Consigli

Il complesso è ancora in parte sede ospedaliera: gli spazi storici e la ruota si visitano in occasioni e orari dedicati, da verificare presso la Real Casa Santa dell'Annunziata. Sei a Forcella, a pochi passi dal Duomo e dal decumano: un luogo da avvicinare con rispetto, per la storia che custodisce.

Domande frequenti

Cos'era la ruota degli esposti?

Un cilindro di legno girevole incassato nel muro della Real Casa dell'Annunziata: permetteva di lasciare un neonato in modo anonimo perché venisse accolto e cresciuto dall'istituzione. A Napoli funzionò dal Seicento fino al 1875.

Cos'è la Real Casa dell'Annunziata?

Un'antica istituzione caritativa di Forcella, fondata nel 1304, che accoglieva i bambini abbandonati e le fanciulle senza famiglia, con chiesa, ospedale e brefotrofio; la basilica fu poi rimaneggiata da Luigi Vanvitelli.

Perché tanti napoletani si chiamano Esposito?

Perché i bambini accolti alla ruota, «esposti», ricevevano spesso il cognome Esposito: da qui la sua enorme diffusione a Napoli.

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