Castelfranci

Castelfranci (AV)

Gemma nascostaBorghi

La storia

Il castello dei Franchi nella valle dell'Aglianico, tra vigneti terrazzati e le acque del Calore che nasce poco piu' su.

Accesso

LIBERO

La storia

Su un pendio lungo il fiume Calore Irpino, Castelfranci prende nome dal 'Castrum de Francis', la terra restituita nel 1248, con una bolla di papa Innocenzo IV, a Bella De Amicis. Il borgo è uno dei diciotto comuni del Terminio-Cervialto, e oggi è soprattutto terra di vino, nel cuore dell'Irpinia enologica.

Cosa vedere

Il santuario di Santa Maria del Soccorso, con i suoi tre portali barocchi in facciata, custodisce all'interno un dipinto del pittore settecentesco Matteo Vigilante. Intorno, il paesaggio del Calore e dei vigneti: Castelfranci rientra tra i comuni della zona di produzione del Taurasi DOCG, il grande rosso da uve Aglianico.

Orari e prezzi

Ingresso libero.

Consigli

È un buon punto d'appoggio per l'Irpinia del vino: sei nella zona del Taurasi DOCG, tra vigne e cantine lungo il Calore. Meglio l'auto per muoversi tra i borghi vinicoli. Da abbinare a Paternopoli, Montemarano e Nusco, poco distanti.

Domande frequenti

Da dove viene il nome Castelfranci?

Dal 'Castrum de Francis', citato in una bolla di papa Innocenzo IV del 1248.

Castelfranci è terra di Taurasi?

Sì, rientra tra i comuni della zona di produzione del Taurasi DOCG, il rosso da uve Aglianico dell'Irpinia.

Cosa vedere a Castelfranci?

Il santuario di Santa Maria del Soccorso, con tre portali barocchi e un dipinto di Matteo Vigilante, e il paesaggio vitivinicolo del Calore.

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